(20 aprile 2020)

Quelli che seguono sono i racconti scritti nel corso della quarantena, del lockdown (fase 1), a cui siamo stati sottoposti da domenica 8 marzo fino a lunedì 4 maggio 2020.

Tutti, o quasi tutti, possibili untori, siamo stati chiusi in casa per la maggior parte del tempo, col permesso di uscire per poche ore, una o due volte alla settimana, solo per fare la spesa nella salumeria locale o per procurarci in farmacia le mascherine e il gel igienizzante. Non proprio tutti, naturalmente, perché il mondo doveva comunque andare avanti, la Terra doveva continuare a girare.

La situazione, insieme alle immagini tragiche dei malati nelle terapie intensive e delle bare trasportate nei camion militari verso cimiteri estranei, ha prodotto cupi pensieri.

Si vedono i primi segni – (2 aprile 2020)

La Bicicletta – (6 aprile 2020)

La Mascherina – (9 aprile 2020)

Hart Island, Bronx – (11 aprile 2020)

L’illogica allegria – (18 aprile 2020)