(25 giugno 2018 h 18.00)
Cinema Odeon Pisa – piazza San Paolo all’Orto

Bisogna aggiornare la classifica dei film più brutti del 2018, tra quelli che ho visto; alcuni si annunciavano così brutti che non me la sono sentita di buttare quasi due ore del mio tempo (il tempo da dedicare allo svago è prezioso) per un film sicuramente brutto. Per esempio, non mi si può chiedere di vedere Tonno spiaggiato, regia di Matteo Martinez: non ce la faccio! La presentazione di Frank Matano e il trailer sono già oltre il livello massimo di sopportazione.

Quelli che elenco di seguito sono i più brutti; altri, non in elenco, sono complessivamente brutti ma hanno qualcosa di buono, un minimo appiglio che rende sopportabile a chi ama il cinema la loro infelice esistenza: la colonna sonora, una canzone, la fotografia, una o due scene, un personaggio interessante o non proprio da buttare, il trailer riuscito, cinque minuti di divertimento, una battuta felice o … passabile.

Qualcuno dei film segnalati potrebbe essere uscito nel 2017, non ho controllato, ma sono film che ho visto nel 2018, per cui, per me, sono

The worst movies of 2018

Al terzo posto: Sono tornato, regia di Luca Miniero (commento 5 febbraio 2018)

Al secondo posto: Doppio amore, regia di François Ozon (commento 22 aprile 2018)

Al primo posto (provvisorio):

Film più brutto del 2018

The winner is

Una vita spericolata, regia di Marco Ponti (25 giugno 2018)

Questo film è così brutto che fa passare la voglia di scrivere un commento, fa passare la voglia di parlarne (chissà, forse diventerà un cult).

È brutto dall’incipit – il camioncino che porta via i mobili e il letto con dentro due che hanno continuato a dormire e si svegliano per strada – alla scena in banca, basata sull’unica idea del film: se ho in mano una pistola è una rapina – alla fuga in macchina (il regista dovrebbe studiare The Blues Brothers per capire come si possa riuscire a rendere divertente una macchina che corre per quaranta minuti, inseguita dalle volanti della polizia e dai mezzi di una banda di folksingers e dei nazisti dell’Illinois) – alla conclusione (la barca, senza la barca, il padre, l’Albania, la banda, il tiratore scelto … come cavolo è finita?).

Si esce dalla sala sconsolati (vedere un brutto film fa quest’effetto): una trama sconclusionata, personaggi incoerenti, recitazione – non poteva essere diversamente – approssimativa.
Non è colpa degli attori: se il personaggio non esiste e la storia è inconsistente, l’attore non può fare miracoli; non basta mettere una cicca storta a lato della bocca di un attore per creare un personaggio.

Solo Totò riusciva a salvare un film privo di trama con le sue improvvisazioni, le sue invenzioni, le sue gag.
Ma parliamo di uno che aveva costruito un personaggio complesso, una maschera, che entrava in ogni film, viveva di vita autonoma, si metteva al servizio della sceneggiatura, se adeguata, o, in caso contrario, sopperiva alla inconsistenza dei personaggi con la sua arte antichissima.

Dispiace per i tre giovani attori: ce la mettono tutta, ma dei loro personaggi non resterà un ricordo.
Dispiace per Massimiliano Gallo, impigliato in un commissario cocainomane: tenta disperatamente di far ridere ma non ci riesce, non può riuscirci perché c’è differenza tra il comico e il ridicolo.
Dispiace per i vari riferimenti a film e generi cinematografici gloriosi; non meritano di essere trattati in questo modo, come il titolo della canzone di Vasco Rossi: che c’entra Una vita spericolata con una trama sconclusionata?

La vita spericolata di questo film è quella della gallina che attraversa la strada, non è quella di Steve McQueen.

Naturalmente, questa graduatoria è provvisoria, il risultato può cambiare; altri film potranno aggiungersi, superare in bruttezza quelli elencati e ambire al prestigioso riconoscimento come film più brutto del 2018.

Non dimentichiamo che c’è un altro premio da assegnare: il film più palloso, the most boring movie of 2018 (sempre tra quelli che ho visto).

La differenza tra le due categorie è ovvia: quasi sempre un film brutto è anche noioso, ma non tutti i film pallosi sono brutti.
Per esempio Phantom Thread (Il filo nascosto), regia di Paul Thomas Anderson (commento 11 aprile 2018), che ha buone probabilità di guadagnare l’ambito premio, non è un brutto film, ha anche dei pregi. Ma è estremamente palloso.

Doppio Amore, che attualmente è al secondo posto tra i film più brutti del 2018, è, in aggiunta, palloso e potrebbe ambire a conquistare questo premio.

Per non parlare del vero outsider, che si è imposto per la sua bruttezza e la sua pallosità negli ultimi giorni: Una vita spericolata. Potrebbe anche riuscire a conquistare entrambi i premi.

Nell’attesa facciamo tanti auguri a tutti i film concorrenti, non si sa se di non essere visti (e risparmiare gli spettatori) o di essere visti (e considerati brutti e pallosi).